L'estraneità degli studenti
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In letteratura la tematica dell'estraneità o dell'alienazione degli studenti, ovvero la lontananza degli studenti dalla scuola e dalle sue routine e programmi, è un tema frequente tra gli autori appartenenti alla filosofia critica.
Non sempre si usa la parola estraneità in modo diretto, ma il fenomeno è stato analizzato in modo molto convergente da diversi autori della scuola occidentale. Cambiano i lessici (disaffezione, disconnessione, alienazione, disengagement, non-risonanza), ma il nucleo è sorprendentemente simile.
Riportiamo alcuni riferimenti più pertinenti, con una breve sintesi.
1. Hartmut Rosa — non-risonanza e alienazione
Probabilmente è l’autore che più si avvicina semanticamente al concetto.
Secondo Hartmut Rosa, molti contesti educativi contemporanei sono caratterizzati da assenza di risonanza tra studenti e mondo scolastico. Quando la relazione di risonanza si interrompe:
- i contenuti non “parlano” agli studenti
- le pratiche appaiono mute e burocratiche
- la relazione educativa perde vitalità
Rosa usa esplicitamente il termine alienazione come condizione in cui il mondo resta “muto” per il soggetto.
Testi chiave
- Resonance: A Sociology of Our Relationship to the World (2019)
- Acceleration and Alienation (2010)
2. Gert Biesta — disconnessione e perdita di soggettivazione
Gert Biesta non parla molto di “estraneità” in senso diretto, ma descrive un fenomeno molto vicino: la perdita della dimensione di soggettivazione nella scuola contemporanea.
Nelle sue analisi:
- la scuola tende a ridurre gli studenti a learners funzionali
- prevale la logica dell’efficacia e della misurazione
- si indebolisce la possibilità che lo studente si senta interpellato come soggetto
Il risultato è spesso una forma di disengagement esistenziale, non solo cognitivo.
Testi chiave
- The Beautiful Risk of Education (2013)
- Good Education in an Age of Measurement (2010)
3. Bernard Stiegler — disaffezione e proletarizzazione dell’attenzione
Bernard Stiegler offre una lettura molto potente, soprattutto per l'attenzione al postdigitale.
Per Stiegler, le giovani generazioni vivono una proletarizzazione dell’attenzione prodotta dai dispositivi tecnici e culturali contemporanei. In questo quadro la scuola rischia di apparire:
- lenta rispetto ai regimi attentivi dominanti
- poco significativa
- incapace di sostenere il desiderio di sapere
Parla esplicitamente di disaffection e loss of desire verso il sapere. E' un'estraneità non è solo scolastica ma tecno-culturale.
Testi chiave
- Taking Care of Youth and the Generations (2010)
- States of Shock (2015)
4. Paul Willis — distanza culturale dalla scuola
Il classico studio di Paul Willis (Learning to Labour, 1977) resta sorprendentemente attuale.
Willis mostra come alcuni studenti sviluppino una cultura di opposizione alla scuola che produce:
- distanza simbolica
- rifiuto dei codici scolastici
- senso di non appartenenza
Qui il lessico è quello della cultural distance e della counter-school culture.
Per Willis l’estraneità è spesso attiva e oppositiva, non solo apatica.
5. Jan Masschelein & Maarten Simons — sospensione e perdita di mondo
Jan Masschelein e Maarten Simons difendono la scuola come spazio di sospensione, ma proprio per questo riconoscono implicitamente il rischio opposto: quando la sospensione non funziona, la scuola diventa un luogo separato e artificialmente chiuso, che può essere percepito come estraneo.
Testo chiave
- In Defence of the School (2013)
6. Letteratura su student engagement
Nel filone empirico anglosassone si parla esplicitamente di:
- student disengagement
- school alienation
- lack of belonging
Autori utili:
- Fredricks Jennifer A.
- Johnmarshall Reeve
- Kathryn R. Wentzel
- non-risonanza e alienazione (Rosa)
- mancata soggettivazione (Biesta)
- disaffezione tecno-culturale (Stiegler)
- distanza culturale (Willis)
- disengagement empiricamente rilevato (engagement studies).
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