Dispositivo nel digitale

  [Indice] [Cap. 5]

Rifletti e cerca di dare delle risposte alle seguenti domande. Come cambia il processo di insegnamento se in una lezione di scienze, che prevede un’uscita,  faccio foto e registro video e audio con il cellulare e poi in classe ricostruisco il percorso elaborando quello che ho raccolto?

Nel mondo analogico il dispositivo era nella maggioranza dei casi un equipaggiamento con cui affrontare il mondo e costituiva un mediatore tra soggetto e la realtà esterna. In questo caso poteva consistere, ad esempio, nel prendere appunti scritti durante l’uscita per poi organizzarli in un testo coeso e coerente una volta tornati in classe o nel fare degli schizzi di quanto veniva osservato per poi avere traccia in classe di quanto avvenuto. A volte il dispositivo era l’uscita stessa, spesso adeguatamente preparata. Quello che rimaneva era il ricordo dell’esperienza.
I dispositivi analogici sono come occhiali con cui guardare la realtà: potenziano, ma anche deformano l’oggetto osservato; contemporaneamente chi li usa può adottare strategie per allineare occhio e mondo (spostando la posizione dell’occhiale, la distanza, la direzione dello sguardo).
Il dispositivo digitale modifica la relazione a tre soggetto-dispositivo-mondo. I passaggi secondo Floridi (2017, p. 27) sono due. Nel primo passaggio, il dispositivo media tra il soggetto e altre tecnologie in quanto l’antropizzazione crescente ha trasformato l'ambiente che ci circonda in strutture sempre più tecnologiche. Nell’uscita non posso esimermi dal sottolineare come l’ambiente presenti solo tracce di interventi umani (campi arati, coltivazioni da sementi trattate, artefatti). Nel passaggio successivo, nel digitale, il dispositivo connette «le tecnologie in quanto utenti e le tecnologie in quanto suggeritori» (Floridi, 2017, p. 32). Per Floridi, «riguarderà il connettere tutto a tutto e non soltanto gli esseri umani agli esseri umani» (Floridi, 2017, p. 33). Torniamo alla domanda da cui siamo partiti. Fotografare o riprendere con un cellulare è un’azione veloce che avviene in simultanea con l’esperienza diretta, molto diversa da un disegno o da un appunto che richiede tempo e interpretazione. Ha quindi una finalità diversa e pertanto l’azione di fotografare o riprendere non esclude quella di disegnare. Partecipare ad un evento avendo un cellulare ci porta spesso ad osservare l’evento stesso attraverso lo schermo per poterlo riprendere: è qui che si riscontra una grande differenza con il disegno o l’appunto. Nel disegno io guardo la realtà e poi la riproduco interpretandola e segnandomi gli elementi rilevanti. Mentre faccio il video di un concerto a cui sto assistendo, la mia esperienza passa direttamente attraverso lo schermo.
Connettere tutto a tutto modifica la postura che si ha nell’analogico. Tra chi osservava e operava e il mondo vi era una separazione, nella connessione totale il soggetto è immerso nel mondo digitale, quando opera con un dispositivo digitale il soggetto è in esso e agisce attraverso esso. I processi attivati nei due casi, nel mondo analogico e in quello digitale, sono differenti. Ad esempio, nel caso del disegno dell’uscita didattica si attiva prevalentemente un processo di sintesi: l’alunno osserva, seleziona alcuni elementi e ricompone graficamente ciò che ha visto, filtrandolo attraverso la propria interpretazione e restituendolo in una forma unitaria e personale. Nel caso delle riprese video, invece, si attiva prevalentemente un processo di analisi: il soggetto registra molteplici frammenti della realtà, spesso senza una selezione immediata, per poi rielaborarli a posteriori, anche più volte, anche tornando indietro su quanto fatto inizialmente, attraverso la manipolazione e la riflessione del materiale raccolto tramite il dispositivo digitale. In entrambi i casi non è possibile individuare a priori un dispositivo qualitativamente superiore all’altro, ma di volta in volta la docente deve decidere che dispositivo predisporre in base agli obiettivi che desidera perseguire e all’intenzionalità con cui ha strutturato l’attività. Nella maggioranza dei casi è utile utilizzarli entrambi, passando da attività manuali ad attività digitali, ibridando i processi.


Floridi, L. (2017). La quarta rivoluzione: come l'infosfera sta trasformando il mondo. Milano: Raffaello Cortina Editore.


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